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CAPPELLA DELLA CATTEDRALE DI CREMONA


Capita sovente che anche studiosi della materia specifica facciano qualche confusione tra la Cappella musicale della Cattedrale e la Cappella delle Laudi dedicata alla Regina del cielo sotto il nome di Madonna o Signora del Popolo. Ecco perché questo lavoro porta il titolo unico di Cappella della Cattedrale. Documenti d'archivio perduti o ancora trascurati non espletano la possibilità di avere notizie certe: molte di queste notizie sono desunte dai libri paga della Fabbriceria che ne indica  i nomi, la mansione, la data e la paga. In questo modo si riesce a sapere che in quell'anno il tal artista era presente a Cremona per quel servizio.

Quando nel 1596 il frate cappuccino Gerolamo Paolucci predicava in Cattedrale, lanciando il messaggio che la pietà e la venerazione verso la Madonna del popolo si sarebbe espressa meglio con la formazione di una Cappella Musicale che accompagnasse molto più degnamente la recita delle preci e delle litanie, si presume che una Cappella Musicale già esistesse anche perché alcuni maestri sono già indicati negli anni precedenti. Diversamente non avrebbe avuto senso la distinzione dei nomi “Cappella della Cattedrale” e “Cappella delle Laudi” con due Organisti, due Maestri, due registri contabili, due Consigli decisionali.....
In effetti a Cremona è testimoniata da documenti la costruzione del primo Organo in Cattedrale già nel 1425 e nel 1520 il Capitolo – viste le difficoltà di reperire un Maestro stabile per i Cantori (anche questi poco stabili) – disponeva che il popolo unito al clero, ai nobili e ai musici si portasse vicino all'organo per “meglio cantare le lodi e le preci in onore della Beata Vergine”.
Il cappuccino Gerolamo Paolucci “con la sua magnificenza espressiva della predica” diede quindi l'impulso  per la nuova  istituzione.

E proprio il 2 aprile 1596 in casa del Capitano Giovanni Pietro Ala veniva concertato il progetto dei Fabbriceri, alla presenza del notaio Pietro Borsa, per  la nascita della Cappella delle Laudi, con proprio Maestro Rodiano Barera e proprio Organista Omobono Morsolino: in seguito anche con proprio Organo.Fabbriceri anche il modo per sostenere le spese della nuova istituzione: chiesero a Roma, e l'ottennero in data 12 ottobre, l'Indulgenza plenaria legata alla fede del popolo e alle sue elemosine, donazioni e lasciti  verso la Madonna del Popolo venerata in Cattedrale ogni sabato. Le suddette elemosine, di proprietà della Fabbriceria,  servivano esclusivamente al sostentamento dei Musici della Cappella, ai vari addobbi necessari per l'altare e per le feste di detta Madonna. Le cospicue offerte allettavano, di molto, il clero e questo causò molte diatribe e ingerenze tra Canonici e Fabbriceri.
E' pur vero che la confusione fra le due Cappelle musicali sta anche nel fatto che spesso nei secoli successivi alcuni musici si trovano presenti sia in una che nell'altra Cappella.
In molti atti d'archivio sono documentate diverse diatribe fra le due Cappelle, fra i Musici e i Canonici, fra i laici e il Vescovo, fra Maestri di Cappella e Fabbriceri. Spesso interveniva il Podestà con sentenze pubbliche per sanare le questioni.

Comunque da tutti la “Cappella delle Laudi” era ritenuta una importantissima istituzione cremonese e svolgeva oltre al ruolo di accompagnamento nelle funzioni religiose cittadine anche il ruolo di istruzione culturale. Questo ruolo culturale lo mantenne per diversi secoli in una società povera e con livello d'istruzione assai limitato ed elitario. Ebbe il merito di istruire, aiutare ed educare alla musica molti giovani di talento, diventati poi loro stessi Maestri di Cappella, come M.A. Ingegneri, N. Corradino e T. Merula.
Col passar dei secoli le due Cappelle si fusero in una sola.
Il compito più elevato consisteva nel canto settimanale delle “Laudi in onore della Vergine”.
Il numero dei cantori andava da 8 a 15 cui si aggiungevano, nelle solennità, i musici per l'accompagnamento strumentale. Tutti erano remunerati.  Nel 1853 il numero dei cantori si  ridusse a 6, tant'è che il Manna si lamentava con la Fabbriceria perché dovendo eseguire un brano a 8 voci ne disponeva solo di 6.  Dopo la morte del Manna  l'incerta situazione della Cappella portò la Fabbriceria a non nominare nuovi direttori per diversi anni, affidando il compito o all'Organista o ad un cantore (Colonelli). Ecco perché l'elenco dei maestri si interrompe.
Alla fine del sec. XIX la Fabbriceria decise di sciogliere la Cappella Musicale assumendo di volta in volta per le celebrazioni i cantori, che spesso erano quelli del Teatro.
Nel sec XX si affaccia dapprima timidamente con don Tranquillo Guarneri e poi con forza con Federico Caudana la Schola Canthorum del seminario vescovile; la quale, già avvezza al canto gregoriano, sosterrà il servizio musicale in Cattedrale nelle maggiori solennità.
Nel frattempo cambiavano i tempi e veniva sempre meno fino a scomparire la tradizionale festa della Madonna del popolo e il canto delle Orazioni del sabato.
Nel 1928 don Antonio Concesa, neo diplomato a Roma in Canto Gregoriano, prende con energia la Schola del seminario insegnando anche la polifonia. Dissidi con Caudana (organista titolare e precedente maestro) coltivarono una situazione non proprio serena.  Nel 1963 don Dante Caifa mette fine a tutto ciò e porta la Schola Canthorum del seminario ad un alto livello professionale: a quell'epoca in seminario c'erano oltre 200 seminaristi, quindi il vivaio era ben nutrito. Anche Albertomaria Piacentini Scotti ne fece parte per ben 10 anni, passando dalla voce bianca di soprano al timbro tenorile, che in seguito si trasformò in controtenor.
Dopo solo una ventina di anni anche gli alunni del seminario diminuirono e di conseguenza vennero a mancare le voci per la Schola.  Don Caifa dà vita al Coro Polifonico Cremonese, inserendo per la prima volta le voci femminili.

Alcuni anni più tardi, però, per la legge dei corsi e ricorsi della storia  anche il Coro Polifonico Cremonese si divide in due: rinasce la Cappella della Cattedrale ben distinta dal Coro Polifonico. Nel 1998 con decreto vescovile si ricostituisce ufficialmente la Cappella della Cattedrale diretta dal M° Fulvio Rampi, attuale direttore.






 
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